Vasi e rinvasi - La Casa delle Grasse

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Vasi e rinvasi

Coltivazione

La scelta del vaso dipende dalle condizioni di coltivazione e dal nostro gusto estetico.
In questa sede si possono tuttavia rappresentare alcuni elementi di cui si deve tenere conto nella scelta dei contenitori per la coltivazione delle piante succulente.


Un vaso di coccio asciuga molto più rapidamente di quello in plastica e sicuramente rappresenta un vantaggio rispetto agli errori di coltivazione rappresentati dalle annaffiature eccessive. Tuttavia riteniamo che la distribuzione delle radici nei vasi di plastica sia decisamente migliore in quanto, irrigazioni scarse o irregolari nei vasi di coccio possono portare a stress dell'apparato radicale. Inoltre se si utilizza un terriccio prevalentemente minerale, come quello da noi indicato, il rischio di ristagni di acqua è veramente limitato e potrà verificarsi solo nelle stagioni di primavera ed autunno. Occorre a questo proposito considerare anche il luogo dove coltiveremo le nostre piante, all'aperto piuttosto che al riparo dalle pioggie.

Per la maggior parte delle piante succulente non occorre utilizzare vasi troppo profondi. A questa regola fanno eccezione le piante con radice fittonante (es. Lophophora, Ariocarpus, Leuchtenbergia).

Il rinvaso andrà fatto preferibilmente verso la fine del periodo di riposo vegetativo e mai prima del periodo di riposo invernale. I
l periodo migliore per il rinvaso è quindi quello che precede l'avvio della fase vegetativa, verso la fine dell'inverno, da marzo a maggio, facendo attenzione a non travasare piante che già fioriscono.

Quando si effettua dovremo tenere conto delle diverse esigenze culturali della specie. In ogni caso si effettua il rinvaso principalmente per le seguenti ragioni:

  • substrato già esaurito e sfruttato: la pianta necessita di nuovo nutrimento;

  • pianta cresciuta troppo rispetto al vaso che le contiene;

  • presenza di infestazioni alle radici (es. cocciniglia).


Una volta rimosso il vecchio vaso occorrerà rimuovere tutto il vecchio terriccio eventualmente aiutandosi con un bastoncino. Occorre evidenziare che talvolta questa operazione potrebbe risultare difficoltosa soprattutto nel caso di piante allevate su terreni con un contenuto troppo elevato di materiali torbosi e compatti. In tali casi occorrerà valutare se sia preferibile rimuovere solo parte del vecchio substrato per eviatare di rompere tutto l'apparato radicale e lasciarne una parte. In ogni caso, tolto il terriccio, occorre verificare lo stato delle radici e controllare la presenza di eventuali parassiti. Si possono tagliare le radici non sane e quelle in eccesso ed eventualmente spruzzarle con un idoneo insetticida. Può poi essere utile, e ciò vale particolarmente per alcune specie come ad esempio gli Ariocarpus, lasciare la pianta a radice nuda in posizione ombreggiata anche per una settimana o più, e procedere, solo dopo questo tempo al rinvaso. In ogni caso dopo il rinvaso delle piante non si deve annaffiare in modo da consentire alle radici rotte di riprendersi. In questo modo si evitano pericolosi marciumi. La pianta inoltre per alcuni giorni deve essere lasciata in posizione ben arieggiata e luminosa, ma non al sole diretto (es. alcune specie di Epiphillum).


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