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Le famiglie delle piante grasse

Le piante grasse > Le famiglie botaniche

La botanica sistematica (tassonomia) è quella branca della botanica che studia i vegetali con lo scopo di mettere in risalto le diversità e le somiglianze. In buona sostanza raccoglie, analizza e sintetizza i dati necessari per descrivere la diversità della vita sulla terra. Gli studi tassonomici permettono quindi di distinguere le specie tra loro sulla base delle differenze dei caratteri, permettono di attribuire loro un nome e inserirle in un sistema coerente di categorie ordinate gerarchicamente ricostruendone, allo stesso tempo le relazioni filogenetiche. Fu Linneo, studioso finlandese del 1700, che classificò tutti gli animali e le piante. La sua classificazione è universalmente adottata ancora oggi ed ogni essere vivente viene contraddistinto da una denominazione binomia, consistente cioè in due nomi latini. Il primo definisce il genere, mentre il seondo definisce la specie. I generi affini vengono raggruppati in Famiglie.
Le Cactaceae sono la famiglia di piante succulente tipiche del continente americano, con poche eccezioni. Sono piante con una forma varia, con fusto globoso o colonnare e foglie generalmente trasformate in spine, fatta eccezione per il genere Pereskia, più ancestrale e più simile nell'aspetto alle comuni piante arboree, con foglie persistenti. Le dimensioni dei cactus vanno da pochi centimetri di altezza e di diametro ad alcune tonnellate di peso e fino ai 25 metri di altezza (Carnegia). Moltissime Cactaceae hanno una robusta corazza di spine, infatti il nome deriva dal greco 'kaktòs' che sta a significare 'pianta spinosa'. Le spine, a volte uncinate, seghettate e riunite in mazzetti divergenti, sono un deterrente convincente e nessun animale osa approfittare dei loro tessuti ricchi di acqua preziosa ed aumentare le probabilità di sopravvivenza in un ambiente ostile e difficile. La fotosintesi avviene così sulla superficie dei tronchi ingrossati ed allungati, diventati costoluti e scanalati proprio  per aumentarla. A volta la sopravvivenza, in assenza di spine, è data dalla presenza di sostanze ossiche od amare, che scoraggiano gli animali dal mangiarle. E quest'ultimo il caso di piante che contengono sostanze allucinogene come il Peyote (Lophophora williamsii (Lem. ex Salm-Dyck) J.M. Coult.), ma anche Ariocarpus, Mammillaria, Trichocereus e tante altre specie.
Dalle regioni aride dell'Africa australe proviene la maggior parte delle Aizoaceae. Sono piccole piante dalle foglie succulente e dai fiori colorati. Le specie sono circa un migliaio divise in un centinaio di generi. Il genere Mesembryanthemum comprende piante diffuse anche nelle zone mediterranee che vengono utilizzate come grandi tappezzanti fiorite. Anche i generi Lampranthus, Delosperma e Aptenia hanno foglie carnose e lunghi fusti ramificati con portamento strisciante. Caratteristico della famiglia sono anche i generi Lithops e Conophytum le cui specie hanno la forma di piccoli sassi (due foglie contrapposte) e si mimetizzano con il terreno per lo più povero di vegetazione e ciottoloso circostante.
Le Agavaceae sono delle piante monocotiledoni distribuite in particolare nelle zone aride del Messico e dei Carabi. Il nome deriva dal greco 'agavòs' che significa 'meraviglioso' 'magnifico'. Sono piante di solito formate da rosette di robuste foglie carnose e fibrose, spinose ai margini e in punta. Hanno un diametro variabile dai pochi centimetri ad oltre un metro e sono prive di fusto oppure presentano un fusto molto corto. Sono piante caratterizzate dalla produzione, a maturità, di infiorescenze, a forma di spiga, che compaiono sulla sommità di un lungo stelo. Molte specie dopo la prima ed unica fioritura perdono il nutrimento e muoiono lasciando però vivere le piccole piante che si sono formate attorno attraverso dei polloni radicali e che hanno le mdesime caratteristiche del genitore (specie monocarpica). I generi principali sono Agave e Yucca. Questa tuttavia è una sottofamiglia delle Asparagaceae, famiglia che include anche Beschorneria, Dasylirion, Dracaena, Sansevieria, Tillandsia e molte altre specie non necessariamente succulente.
Le Xanthorrhoeaceae, nuova famiglia che prende il nome dal genere Xanthorrhoea che deriva a sua volta dal termine greco 'xanthos' 'giallo' e da 'rhoia' a 'flusso' a significare la produzione di un liquido denso di colore giallo prodotto dalle piante del genere. E' una famiglia che comprende molti generi. I più importanti sono Aloe, Astroloba, Bulbine, Gasteria e Haworthia, ma anche molte specie non succulente come ad esempio Hemerocallis. Le specie di questa famiglia inizialmente erano incluse nella famiglia delle Liliaceae, successivamente sono state inserite, per le loro caratteristiche in questa nuova famiglia. Una parte delle specie di questa famiglia pare essere, come Aloe, di origine africana, diffusa anche nelle Canarie e nel Madagascar che hanno sviluppato, al pari delle agavi, vivendo in territori caratterizzati da climi simili, caratteristiche e aspetto analoghi per effetto di adattamenti evolutivi paralleli. Ormai molte piante di questa famiglia le troviamo naturalizzate anche negli altri continenti, come nelle zone mediterranee dell'Europa, in Asia e nei Caraibi. Altre specie le troviamo invece nella parte meridionale del continente africano. Molte piante sono prive di caule e sono formate da un gruppo di foglie basali. Altre piante hanno portamento arboreo e sono ampiamente ramificate.
Le Apocynaceae sono una famiglia cui appartengono anche piante non succulente, come ad esempio il comune Oleandro (Nerium oleander). Molte piante di questa famiglia sono caratterizzate dalle proprietà tossiche. Il nome stesso, che può essere tradotto con “lontano dal cane”, si riferisce a questa loro caratteristica in quanto l’ingestione delle foglie, dei semi o di  altre parti della pianta, possono essere dannosi per la salute d’animali e persone. Il lattice, se ci poungiamo, può parimenti provocare infezioni. E' una famiglia molto ampia e diffusa in buona parte del mondo con aspetto e dimensioni molto variabili. Alcune hanno un portamento erbaceo e possono essere piccolissime, altre sono piante arbustive, arboree oppure rampicanti. Molti generi appartenenti alla famiglia sono succulenti e di origine africana fra cui ricordiamo in paricolare i generi Pachypodium e Adenium. Il genere Adenium possiede un fusto molto caratteristico, ingrossato e talora contorto alla base che si ramifica e assottiglia gradualmente verso l’alto. Adenium obesum (Forssk.) Roem. & Schult., la specie simbolo del genere, possiede fiori splendidi che possono raggiungere i sei centimetri di diametro e possiedono colori che spaziano tra il rosso, il rosa ed il bianco e che oggi troviamo ibridata in moltissime varietà anche con i fiori arricciati e doppi. Nella famiglia troviamo anche Plumeria. La Plumeria è un albero di piccole dimensioni con il fusto ed i rami succulenti che nella stagione invernale spoglia. E' una specie originaia del Centro e del Sud America anche se ormai è coltivata e spesso anche naturalizzata in tutte le regioni tropicali del mondo. I fiori di consistenza carnosa e profumati da delicate fragranze, hanno una corolla caratterizzata da tinte luminose e leggere sfumature di colori contrastanti e vengono utilizzati, ad esempio, per formare delle collane di fiori in India e nelle Hawaii, ove rappresentano il simbolo nazionale.
Le Asclepiadaceae sono piccole piante con interessanti e particolari fiori dalla forma a stella con cinque punte e con un colore che talvolta assomglia alla carne in putrefazione  e talvolta ricoperti di radi e vistosi peli. I fiori ermafroditi di solito emanano anche un odore sgradevole in quanto devono attirare, per essere impollinati, da insetti pronubi, principalmente mosche. La famiglia comprende piante di vario tipo (erbacee, liane e più raramente di alberi). Solo alcune di queste specie hanno fusti succulenti e sono caratterizzate dall'assenza di foglie per essersi adattate a vivere in ambienti aridi. Appartengono a questa famiglia ad esempio i generi Stapelia, Caralluma, Hoodia, Huernia, Ceropegia, Orbea e Tavaresia con luoghi di provenienza assai vari. Etiopia e Somalia per alcuni Echidnopsis, altre specie di Echidnopsis dalla penisola arabica e dalla Tanzania, Cina ed Australia per Hoya, America meridionale e Kenia per alcune specie di Huernia, Africa meridionale per altre Huernia, che provengono dal Sud Africa, Alcune specie di Ceropegia dalle isole Canarie, e così via. Devono al termine 'Asklepios', dio greco della medicina, la loro denominazione. Fra le specie ricordiamo Caralluma europaea (Guss.) N.E.Br., originaria dell'isola di Lampedusa ed unica specie della famiglia presente in Italia allo stato spontaneo.
Le Crassulaceae, il cu nome deriva dal termine latino 'crassus' e cioè carnoso sono una famiglia con oltre un migliaio di specie: alcune annuali, altre perenni erbacee oppure arbustive. Sono specie che in natura troviamo in ambienti molto diversi fra loro, dagli ambienti marini, agli ambienti montani fino agli ambienti desertici. Alcune specie sono perenni e con fusti erbacei, altre sono annuali (Sedum caeruleum L.) o biennali (es. Rosularia sempervivoides (Fischer ex M. Bieberstein) Boriss.). Altre spece raggiungono una forma arborea: Crassula arborescens (Mill.) Willd. e Crassula ovata (Mill.) Druce che superano anchei due metri di altezza. Nella famiglia sono presenti anche specie con caudex (per es: Tylecodon paniculatus (L.f.) Toelken) con un fusto più o meno ingrossato e con foglie più o meno decidue e Tylecodon wallichii (Harv.) Toelken) che presenta grossi rami ricoperti da basi fogliari persistenti che spuntano nella parte terminale dei fusti succulenti. Comunque le foglie di tutte le Crassulaceae sono succulente ed i fiori sono di una struttura semplice con una simmetria raggiuata spesso a forma di stella. In genere non sono molto grandi e sono normalmente riuniti in infiorescenze. Il colore dei fiori va dal bianco al rosa, al rosso, all’arancione, al giallo.Sono piante che possono vivere in condizioni di estrema siccità con solitamente rosette di foglie rigide e rigonfie protette da una speciale cuticola cerosa, che ne limita la traspirazione e la perdita di acqua. Alcune specie sono anche autoctone dell'Italia. Fra i generi più interessanti citiamo: Crassula, Aeonium, Cotyledon, Sempervivum, Echeveria, Kalanchoe e Sedum.
Le Euphorbiaceae sono una famiglia di piante che comprende moltissimi generi molto diversi tra loro e solo una parte di queste piante sono succulente. Si tratta di piante velenose, conosciute fin dall’antichità tanto che la denominazione viene riferita ad Euphorbos, medico, che pare ne utilizzasse i loro principi velenosi. I fusti di molte specie sono succulenti e ricchi di un lattice bianco. L'aspetto è molto diverso alcune Euphorbie succulente che assomigliano a cactus con fusti globosi e spinosi, altre hanno un portamento colonnare più o meno spinoso. E' una famiglia che comprende piante caudiciformi (es. Euphorbia crispa (Haw.) Sweet oppure Euphorbia trichadenia Pax), piante che assomigliano a cactus (es. Euphorbia ferox Marloth, Euphorbia inermis Mill.) piante cespugliose più o meno spinose (es. Euphorbia milii Des Moul., Euphorbia stenoclada Baill., Euphorbia neoarborescens Bruyns.). I fiori, anzi le  infiorescenze, dette "ciazio" hanno brattee variamente colorate ed hanno un fiore femminile centrale e diversi fiori maschili laterali.
Agave desmettiana Jacobi
Euphorbia lactea Haw. fa. crestata (particolare)
Litops sp.
Echinocereus sp.
Crassula 'Celia' ibrido tra Crassula mesembryanthemopsis e Crassula susannae
Opuntia sp.
Ripsalis sp.
Stenocactus albatus (A.Dietr.) F.M.Knuth in Backeb. & F.M.Knuth
Haworthia lockwoodii Archibald
I tipici ciazi (fiori) di Euphorbia
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