Piante variegate, crestate, mostruose e chimere - La Casa delle Grasse

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Piante variegate, crestate, mostruose e chimere

Le piante grasse

Il mostruoso ha suscitato nel corso dei secoli tantissimo stupore e fin dall'inizio le creature anormali o mostruose che hanno stimolato la fantasia, ma anche la paura tra gli uomini. Questi esseri "diversi" sono entrati a far parte delle tradizioni e delle leggende dei popoli  e delle culture. Esseri straordinari di natura umana o animale animano molti racconti mitologici, draghi con due o più teste sono presenti nelle leggende e nelle fiabe di tutti i paesi. Talvolta la nascita di questi esseri anormali veniva considerata presagio di disastri e calamità, talvolta veniva interpretata per trarne auspici oppure era creduta essere il segno della collera divina che puniva gli uomini.
E' inevitabile chiedersi perchè tanta attenzione su  tutte queste creature, sia quelle più vicine alla realtà (simili agli uomini e agli animali) sia quelle dalle forme più strane? Probabilmente perchè il mostro, per la sua stessa natura, è destinato a confonderci, a mettere in scena le differenze, ad evidenziare la devianza da ciò che è "norma", da ciò che non è "secondo natura". Il mostro si allontana da ciò che è socialmente e storicamente stabilito e riconosciuto come "normale".
L'Oxford English Dictionary
definisce il "mostro" come un animale oppure una pianta deforme, abnorme; una persona o una cosa di misura, forma o qualità straordinarie; e nelle storie, come una creatura immaginaria ed ibrida, per esempio metà  uomo e metà animale; una persona che si caratterizza per qualità cattive e maligne.
Ma per comprenderne appieno il significato occorre risalire al significato etimologico di "mostro". Il termine deriva dal verbo latino monstrare
, intendendo pertanto colui o ciò che si mostra. E ciò perchè storicamente i mostri si sono sempre esibiti in spazi pubblici, sono sempre stati caratterizzati da due significati di fondo: spettacolarità e misteriosità.  Basti pensare anche al mondo della letteratura, dei fumetti o del cinema dal racconto di Italo Calvino "Il museo dei mostri di cera", ai supereroi dei fumetti di Stan Lee, ai film "Freaks" di Tod Browning e "The Elephant Man" di David Lynch oppure a "Edward mani di forbice" di Tim Burton fino ai mutanti di Alien o Dune oppure per arrivare al mondo vegetale di "La piccola bottega degli orrori" di Frank Oz.
Ma "mostro" ha assunto anche il significato di evento miracoloso, di prodigio perché dimostra (monstrat
) la volontà divina, ma "mostro" è anche segno o avvertimento (dal latino "moneo/monere" "mettere in guardia" "ammonire",  ma anche "ammaestrare", "fornire un insegnamento". Ed è proprio per decodificare questo evidente messaggio di alterità, di difformità e per esorcizzarne la carica terrificante e trasgressiva di monito occulto che si è sempre cercato di analizzare, o per lo meno, di dare una spiegazione logica  e razionale a questi fenomeni fuori dalla norma, a questi "errori" della natura.
Per tornare, dopo questa premessa generale al mondo vegetale è bene sottolineare che, anche le mostruosità connesse a tale regno, hanno suscitato molta curiosità. Sono stati dapprima i fiori doppi, le anomalie e le mutazioni floreali  i primi riconoscimenti di esempi di diversità sulle piante. La prima citazione di mostruosità nel mondo vegetale risale al 286 a. C. ad opera del filosofo greco Teofrasto che in "Storia delle Piante
” ove si menzionano teratologie riguardanti le parti del fiore della Rosa canina L. e si descrivono fiori con un numero di petali superiore al normale (cinque) e riportando la descrizione di fiori con dodici, venti o anche cento petali. In altre punti del trattato sono riportate anomalie riguardanti la rugosità, le dimensioni e anche l‘odore dei fiori. I contributi di Teofrasto sulle malformazioni delle piante sono comunque molto limitati e legati alle convinzioni di quel periodo ove le mostruosità venivano connesse a maledizioni o a punizioni della divinità verso il popolo che si era macchiato di peccati e di colpe. In assenza di spiegazioni scientifiche, le cause delle malformazioni si credevano imputabili al divino. Da Plinio il Vecchio, che opera una classificazione sistematica dei "mostri", fino al Medioevo, viene operata la distinzione tra gli individui mostruosi e le razze o specie mostruose. I "mostri" vengono classificati principalmente sulla base della loro natura straordinaria e cioè "mostri" non tanto perché deformati, ma perché rari e straordinari. Da questo punto di vista, un mostro si configurava pertanto come una curiosità, un presagio, uno spettacolo insolito. A causa di profondi mutamenti culturali, stimolati principalmente dal finire delle guerre di religione, tra la fine del XVI e gli inizi del XVII secolo, i cosiddetti "mostri" finiscono di essere interpretati come cattivi presagi. Parallelamente le classi più colte cominciano a disprezzare questa tipologia di narrazione riconducendola ad un segno di inferiorità e di ignoranza e superstizione popolare. E' con la teoria della metamorfosi di Goethe che assistiamo ad un passaggio fondametale.  Il testo del 1790 "Versuch, die Metamorphose der Pflanzen zu erklären" rappresenta il suo spiccato interesse per i fenomeni irregolari e, soprattutto, per il loro rapporto con la normalità. Nel processo di sviluppo annuale della pianta, Goethe descrisse una serie di passaggi obbligati, un ordine preciso di trasformazione delle parti distinguendo  tre tipi di passaggi tra una forma e l‘altra o metamorfosi: la metamorfosi regolare, irregolare e casuale.  Con la scienza teratologica del XIX secolo si arrivò poi alla definitiva "secolarizzazione" del mostro, evidente anche nell‘abolizione del suo stesso nome: più che di mostri si preferì parlare di mostruosità, termine privo di implicazioni metafisiche. I difetti di formazione non venivano più identificati con difetti morali: si sosteneva anzi la perfezione di ogni struttura anatomica, sebbene anomala. In botanica lo sviluppo della teratologia come studio scientifico risale quindi all'ottocento. Nel 1814 viene poi pubblicato il primo trattato sulle teratologie vegetali "Élément de Tèratologie vègètale" scritto da Alfred Moquin-Tandon, professore di botanica e direttore dei giardini botanici di Tolosa, che cita casi teratologici riscontrati su oltre 800 specie. Le anomalie vegetali vengono poi trattate come abnormità di specifici organi o di strutture generali di una pianta e vengono distinte in lievi e gravi mostruosità.

Moquin-Tandon indica nelle anomalie lievi quelle che non ostacolano le funzioni della pianta e che sono legate principalmente a fattori ambientali. Queste ultime anomalie vengono classificate come "varietà" a loro volta suddivise in quattro classi, a loro volta suddivise in ordini. La prima classe riguarda la varietà di colorazione (albinismo, cromismo e alterazione) la seconda classe comprende le anomalie per la diminuzione e per aumento di peli;  la terza classe il rammollimento e l'indurimento dei tessuti e la quarta il nanismo e il gigantismo. La parte dell'opera che descrive le malformazioni gravi tratta delle mostruosità legate alla diminuzione ed all'aumento di volume (atropia/ipertrofia) comprendendo quindi le elongazioni, i rigonfiamenti e le fasciazioni; delle mostruosità dovute ad alterazioni irregolari, deformazioni degli organi per avvolgimento e torsione; delle mostruosità per alterazioni regolari di forme o di peli; della trasformazione di organi e delle mostruosità riguardanti la non corretta disposizione degli organi e delle mostruosità dovute ad aborti degli organi appendicolari e assili e di quelle causate dalla moltiplicazione degli organi appendicolari, moltiplicazione e proliferazione di fiori e frutti.
Éléments de tératologie végétale ou histoire abrégée des anomalies de ...... di Alfred Moquin-Tandon
Mammillaria gracilis 'Arizona Snowcap'
Haworthia reticulata variegata
Astrophytum myriostigma 'Onzuka' f. crestata
Myrtillocalycium 'Polyp' Chimera - Myrtillocactus cochal + Gymnocalycium mihanovichii cv. Red Hibotan


Successivamente con il forte progredire degli studi di anatomia, di fisiologia e di patologia vegetale, associati anche all‘invenzione del microscopio, si iniziò ad ipotizzare che fossero i microrganismi i responsabili della decomposizione, malformazione e morte di tessuti ed organi umani ed animali. Da questo momento si sviluppa l‘interesse per la patologia vegetale (dal greco antico 'pathos
' a significare  "sofferenza" e dal latino 'logia' a significare "studio") introducendo così lo studio delle malattie provocate da agenti parassiti animali, vegetali, fungini, batterici, virali, fitoplasmici ed anche alle alterazioni e fisiopatie causate da fattori ambientali, climatici, meteorologici, pedologici, nutrizionali. Per lo studio delle anomalie vegetali si fece quindi avanti il concetto di malattia. Accanto al concetto di pianta sana o normale si sviluppa il concetto di pianta malata ove le cellule non sono in grado di effettuare una o più funzioni e che ciò può essere conseguenza, ad esempio, di microrganismi che sono in grado di interferire con le normali attività cellulari, di alterarne o inibirne il normale funzionamento. E' a questo punto che si arriva rapidamente a comprendere che la maggior parte delle malattie causate dall'azione di parassiti (batteri, funghi, virus, viroidi e fitoplasmi) sono caratterizzate da alterazioni fisiologiche profonde determinatesi dall‘interazione complessa tra la pianta ed il patogeno. L‘alterazione fisiologica è resa visibile da sintomi o segni macroscopici che, in termini causali, sono determinati o da meccanismi di difesa delle piante o da azione diretta dei patogeni (ad esempio, malformazioni di organi per accrescimento di volume -ipertrofia- o di numero -neoplasia- delle cellule, o la morte programmata delle cellule e conseguente necrosi di parti di tessuti).

Astrophtum myriostigma cv. Fukuryu - particolare
Turbinicarpus pseudopectinatus f.inermis crestata
Mammillaria fa. mostruosa
Strombocactus fa. mostruosa

Dopo questo breve excursus sulla storia della teratologia botanica  entriamo nel dettaglio delle "mostruosità" delle piante succulente.
I "mostri" (le varianti mostruosa, crestata e variegata di un genere di piante)  nella coltivazione delle succulente contano un gran numero di appassionati e di estimatori. Sono le forme particolari, sempre diverse le una dalle altre, ma sono anche le variegature ed i colori a destare grande interesse nei collezionisti. I collezionisti sono sempre alla ricerca di nuovi esemplari che hanno subito una qualche mutazione e che diventano esemplari rari anche se, dobbiamo riconoscere, che le "mutazioni" non sono un fenomeno unico e raro e molti sono i fattori che possono portare ad esse. Talvolta capita di vedere che in una pianta crestata alcune parti crescano e siano "normali" e cioè che che nella stessa pianta convivano parti "diverse" con piante che "normali" che hanno cioè tutte le caratteristiche proprie della specie. Talvolta vediamo che piante variegate divengono con il passar del termpo "normali" oppure che i polloni laterali prodotti dalla pianta "anomala" siano completamente "normali".

La teratologia comunque é la scienza che studia i casi di anomalie che si verificano sia nel mondo vegetale sia nel mondo animale.
Le piante, nel nostro caso, o meglio gli individui all’interno di una specie presentano aspetti morfologici più o meno "diversi" dalla forma consueta di quella specie. Nel mondo vegetale le cause di tali malformazioni risultano le più varie e per citarne alcune possiamo considerare le ragioni genetiche, i traumi fisici subiti, gli attacchi di virus, gli attacchi di batteri, gli effetti delle micosi e le infestazioni degli afidi. A prescindere delle cause che hanno provocato la "mostruosità" il risultato dell’alterazione consiste sempre nella formazione di tessuti vegetali le cui cellule di costruzione, come in una forma tumorale, perdono, per qualcuna delle ragioni che abbiamo detto, le regole che ne guidano lo sviluppo usuale e cominciano a comporre una nuova struttura su base anomala e che poco ha a che vedere con talune caratteristiche che sono presenti nelle varie popolazioni della specie, o meglio, ha uno sviluppo diversificato rispetto al modello che possiamo definire “normale” cioè quello che segue strettamente le regole di accrescimento e sviluppo controllate dal DNA della pianta. Si tratta insomma di patologie vegetali, che di solito non sono devastanti per la pianta, ma che al nostro occhio appaiono bizzarre e a volte perfino piacevoli per i colori e le forme inusuali per quel tipo di specie e che come abbiamo detto attirano un sempre maggior numero di appassionati.
Dei numerosi tipi di mutazioni o di crescita teratologica che troviamo nelle piante i più rilevanti per noi sono la fasciazione, la variegatura e la mostruosità. La fasciazione è un fenomeno per il quale ialcuni organi della pianta sono anomalamente appiattiti o ramificati in conseguenza di un accrescimento irregolare, determinato da ferite, spesso indotte da erbivori, insetti, shock termici, ma anche funghi o altri agenti parassitari che provocano alterazioni sul meristema, il tessuto in via di differenziazione. La fasciazione è un fenomeno "abbastanza ben definito e trasforma un fusto normalmente cilindrico in un cuneo, ventaglio o cresta, che può in seguito dar luogo a una massa di convoluzioni simili a quelle di un cervello. Il  processo implica un cambiamento di simmetria, da radiale a bilaterale: il fusto non cresce più in lunghezza, bensì lateralmente su un unico piano
" (Gordon Rowley, Teratopia, Cactus & Co.). Questa tipologia di piante viene definita come crestata.
Il secondo tipo di mutazioni è la variegatura. Una pianta variegata è una pianta che presenta aree delle foglie o del fusto d colori diversi che sono disposti generalmente a strisce e a zone tendenzialmente allungate. Tale fenomeno è causato dall'assenza totale o parziale di clorofilla. Le parti in cui la clorofilla è assente risulteranno gialle o bianche, oppure, se sono presenti altri pigmenti, nelle colorazioni che vanno dall'arancione, passando per il rosso fino al violaceo. "La variegatura è un fenomeno fondamentalmente diverso dalla fasciazione, che implica lo sviluppo parallelo  di due diverse linee cellulari, una che produce normale clorofilla verde, l'altra che non la produce" (Gordon Rowley, Teratopia, Cactus & Co.).
Le piante composte da cellule geneticamente distinte e provenienti da due zigoti distinti vengono chiamate chimere
prendendo il nome dall'animale della mitologia greca con parti del corpo di animali diversi.
Le piante mostruose
infine sono molto simili alle crestate, "ma presentano una perdita di simmetria ancora maggiore, e sono prive di un singolo apice lineare dominante" (G.R., op. cit.). Fra le mostruosità possiamo poi affiancare la torsione  a spirale, quando le coste della pianta, normalmente diritte, si avvolgono a spirale; l'assenza o la significativa riduzione di spine; le escrescenze foliari; i fiori doppi; ecc..

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