La semina delle piante succulente - La Casa delle Grasse

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La semina delle piante succulente

Coltivazione


La biologia del seme

Il seme si trova in uno stato di vita latente sino a che non si verificheranno le condizioni che gli fanno iniziare il processo di germinazione che, strictu senso, inizia con l'imbibizione  del seme e termina con la rottura dei tegumenti.
E' importante conoscere la vitalità dei semi e cioè la capacità che hanno i semi di germinare dopo la maturazione fisiologica. Il seme infatti dopo la maturazione entra in uno stato di quiescenza e tutti i processi metabolici sono rallentati.  In questa fase vi è un quoziente respiratorio prossimo allo zero. I semi vengono classificati in tre categorie:

  • macrobiotici, con una capacità di sopravvivenza superiore a 15 anni e caratterizzati da una difficoltà di imbibizione;

  • mesobiotici, con una scapacità di sopravvivenza tra i tre ed i quindici anni;

  • microbiotici, con una capacità di sopravvivenza inferiore a tre anni.

La vitalità dei semi inoltre dipende da:

  • varietà;

  • condizioni ambientali durante la fase di maturazione;

  • danni meccanici al seme;

  • condizioni di conservazione.

I semi non duraturi sono spesso la causa di un fallimento al momento della semina. I semi possono non essere vitali in quanto non fecondati oppure perchè troppo vecchi. Occorre ricordare che la durata e la germinabilità di un seme sono molto variabili dipendendo sia dalla specie sia dalla tecnica di conservazione. Alcuni semi hanno una durata di vita molto breve (es. Frailea) altri di molti anni (es. Adansonia digitata). Non è comunque la dimensione del seme che determina la sua durata di vita. Si può verificare la durata della vita dei semi ammollandoli prima della semina in acqua tiepida (ca. 30 °C) ed i semi sono buoni se colano sul fondo del recipiente. Deve essere notato che l'operazione è praticamente impossibile per i semi molto fini, per i quali dopo l'ammollo sarebbe alquanto problematico il recupero, e l'operazione non funziona per i semi freschi che tendono a galleggiare naturalmente. Un'altra caratteristica del seme è il vigore definito come la "qualità della vitalità" e cioé la rapidità della germinazione e la capacità  di produrre  germogli normali.


La germinazione dei semi

In questo processo alcune condizioni sono interne, dipendono ad esempio dalla maturazione del seme. Occorre che avvengano dei cambiamenti che consentano al seme la germinazione.  Infatti, il più delle volte un seme, appena raccolto non è idoneo alla semina perchè non ancora maturo. Occorre un periodo medio di trenta/sessanta giorni affinchè il seme raggiunga la maturità fisiologica.
Per quanto riguarda invece le condizioni esterne per la germinazione occorre fare riferimento a:

  • acqua

  • ossigeno

  • temperatura

  • luce

e quindi

  • umidità dell'aria

  • umidità del suolo

  • condizioni del substrato

  • temperatura

  • fotoperiodo.

L'acqua funziona come solvente per le reazioni, mezzo di trasporto per le sostanze nutitive e come pressione di turgore. L'imbibizione è un fenomeno chimico-fisico  che è fortemente influenzato dalla temperatura ed il primo assorbimento di acqua è molto rapido. L'umidità dell'aria e del suolo devono infatti essere elevate per un periodo medio che va da una a quattro settimane (anche se esistono semi che richiedono periodi maggiori). Per ottenere l'umidità ottimale occorre bagnare il contenitore per immersione subito dopo la semina e mantenerlo umido con vaporizzazioni al bisogno. Per ottenere queste condizioni occorre coprire il contenitore con  un vetro, con un foglio o un sacchetto di plastica trasparente.


Il substrato di semina

Per la semina delle piante succulente è preferibile utilizzare un terriccio prevalentemente minerale, povero di materia organica. Come base per la maggior parte delle piante può essere utilizzato il terriccio per le cactaceae con l'aggiunta di più pomice e lapillo non troppo grossolani. Questo tipo di terriccio ha il pregio di essere meno soggetto a marciumi e muffe che tendono a svilupparsi negli ambienti umidi e che sviluppandosi  troppo velocemente potrebbero compromettere la crescita delle giovani plantule.
Altri coltivatori consigliano la seguente composizione del terriccio: 40% sabbia di granulometria media, 30% di torba fine, 10% vermiculite, 10% pomice, lava, perlite o silice e 10% terra da giardino.
E' opportuno inoltre per limitare marciumi e muffe utilizzare materiali inerti e confezionati che non contengono spore e semi. E' bene inoltre, sempre per limitare muffe e marciumi, evitare eccessivi ristagni di umidità e, per tenere sotto controllo lo sviluppo algale e di piccoli muschi, ricoprire la superficie con un sottile strato di materiale inerte di diametro non superiore ai tre millimetri (es. lapillo di fine granulometria oppure sabbia quarzifera del tipo utilizzato per gli acquari, ma non pomice).
Il  contenitore inoltre deve essere disinfettato e lavato accuratamente con una soluzione di ipoclorito di sodio (varechina).


Come si semina

E' preferibile utilizzare contenitori di materiale plastico non molto profondi (fatta eccezione per alcuni generi come ad es. Ariocarpus, che avendo radice a fittone ed essendo preferibile non trapiantarli prima di alcuni anniu gradiscono contenitori più profondi) e riempirli del substrato fino ad un centimetro dal bordo pressando leggermente il terriccio e stendendo  poi sulla superficie un sottile strato di materiale inerte.
A questo punto è possibile iniziare la semina.

La maggioranza dei cactus e delle suculente ha semi minuti e pertanto devono essere seminati in superficie mentre i semi di dimensioni maggiori (Jatropha, Dioscorea, ecc.) vanno parziamente coperti sempre con il materiale inerte che abbiamo utilizzato per ricoprire lo strato superficiale del contenitore. Si suggerisce comunque di non utilizzare terriccio. Ora possiamo immergere i contenitori in una soluzione di acqua con un prodotto anticrittogamico alle concentrazioni indicate dal produttore (ottimi i prodotti contro la bolla del pesco - es. Syllit Flo®).
Quando il substrato di semina sarà ben umido il contenitore dovrà essere posto in un sacchetto trasparente e sigillato oppure posto in una seminiera riscaldata, eventualmente abbinata ad illuminazione artificiale se si semina durante la stagione invernale. In questa fase occorre infatti fare attenzione anche al fotoperiodo, cioè alle ore di luce nell'arco del giorno. I semi hanno infatti una sorta di "orologio" biologico che gli consente di germinare nella stagione in cui avrà le maggiori probabilità di sopravvivere.  Per le piante che ci interessano il fotoperiodo va generalmente da undici a quattordici ore di luce al giorno. Tali ore di luce possono essere assicurate anche con speciali combinazioni di lampade al neon, di tipi usati anche negli acquari, che riproducono  lo spettro solare richiesto dai semi.

E' importante sottolineare che, nella fase che precede la germinazione, dobbiamo fare sì che i semi si trovino in un ambiente con un’atmosfera con umidità relativa pari o prossima al 100% con temperature più elevate di giorno ed un poco più basse la notte, ma anche con una forte esposizione alla luce per non meno di 11 ore (Adromischus, Aeonium, Crassula, Tylecodon, Haworthia), ma fino a 13/14 ore per la maggior parte delle cactaceae e delle succulente (es. Adansonia, Ancistrocactus, Blossfeldia, Echinofossulocactus, Frailea, Jatropha, Huernia, Hoodia, Leuchtembergia, Lobivia, Melocactus, Notocactus, Opuntia, Oroya, Pyrrhocactus, Rebutia, Tephrocactus, ecc.).

Dopo la germinazione, che avverrà con tempi diversi a seconda della specie, inizia il periodo più critico per le giovani piante. Sarà l'esperienza del coltivatore che farà sì che le giovani piante si abituino gradualmente al sole che non  deve, nei primi periodi di crescita, comunque, essere troppo intenso. Le piante non devono essere né troppo rosse (eccesso di sole) né stentate o troppo sottili e "filate" per carenza di sole.

Plantule di Faucaria poco dopo la germinazione
Giovani piante di Trichocereus già trapiantate
Fasi della germinazione
Giovani plantule di Hylocereus undatus
Semi di Echinocactus grusonii germinati da alcuni giorni
Piccole plantule di Ariocarpus fissuratus v. hintonii
Piccole plantule di Ariocarpus
Lithops in germinazione
Trattamenti per stimolare la germinazione
Talvolta sono opportuni alcuni trattamenti al seme per stimolare la vegetazione. Possiamo indicarne alcune:
  • ammollamento in acqua
  • piombatura con fitormoni
  • infarinatura con fitormoni
  • scarificazione
  • jarovizzazione.
L'ammollamento in acqua consiste nel far assorbire al seme l'umidità necessaria per iniziare la germinazione prima di essere posizionato nel substrato di cultura.  Occorre in questo caso immergere i semi in acqua, da mantenere alla temperatura di germinazione, per un periodo che va dalle dodici alle quarattotto ore. Nel caso di immersione dei semi per i periodi più lunghi occorre evitare che i semi siano totalmente  immersi appoggiandoli piuttosto su una spugnetta imbevuta oppure su una carta filtro ben bagnata.
Nel caso della piombatura con fitormoni per anticipare la germinazione dei semi ed ottenere una germinazione completa occorre immergere  i semi per dodici-ventiquattro ore in una soluzione contenente acido naftalenacetico (NAA) ed eventualmente con l'aggiunta  di un prodotto antiparassitario.
La scarificazione è un metodo che consente nel caso di semi particolarmente duri di favorire (Maihuenia, Pediocactus, Sclerocactus, Opuntia, ecc.) attraverso piccole incisioni oppure limature, la penetrazione dell'acqua.
Il procedimento può anche essere chimico.
In questo caso si immergono i semi in una soluzione di acido solforico di tipo commerciale e dopo una durata dell'immersione che dipende dalla specie dei semi, questi devono essere ben risciacquati con acqua corrente. Trattandosi di acido, questo metodo deve essere eseguito con cautela per non danneggiare i semi nel caso in cui restino immersi nella soluzione per un tempo troppo lungo.
La jarovizzazione è invece una tecnica, ideata da Trofim Denisov Lisenko (1898-1976), che riduce il tempo del ciclo vegetativo di una pianta sottoponendone i semi, prima di metterla a dimora nel terreno, a basse temperature. Questa tecnica consente di estendere più a nord la coltivazione di piante che richiederebbero per il loro ciclo vegetativo climi più caldi. Questo metodo è detto vernalizzazióne. In sostanza, con questa tecnica, la necessità di freddo di una specie, viene soddisfatta mantenendo a bassa temperatura i semi prima di avviare la germinazione.
Per la semina di Pediocactus, Sclerocacus e Toumeya é segnalata anche la tecnica di seminarli in inverno.
L'inverno può essere il periodo migliore per seminare queste specie in vasi all'aperto per consentire l'effetto congelammento di notte e scongelamento di giorno. Questa alternanza accompagnata dal terreno fresco e molto umidoconsentirà a molti semi di germinare in primavera.
Piccole piante di Astrophytum asterias ibridi
Piccole piante di mesembriantemi

La temperatura
La temperatura influenza notevolmente la germinazione ed occorre tenere presente che con l'idratazione i semi sopportano "range" più ristretti di temperatura. Per ogni specie esistono poi limiti massimi e minimi di temperatura che variano in funzione  delle fasi fisiologiche e dei processi fenologici.
Spesso inoltre il termoperiodismo ha un ruolo importante anche per indurre la fioritura.

Nella tabella sottostante sono riportati i "range" di temperature per la germinazione di talune specie succulente.

Genere

17 °C - >20 °C

20 ° C - 30 °C

17 °C - 40 °C
la temperatura minima si riferisce alla minima notturna

Acanthocalycium

X

Adansonia

X

Adenium
X

Adromischus

X

Aeonium
X


Agave
X

Aloe
X


Anacampseros

X

Ancistrocactus

X

Aporocactus

X

Argyroderma

X

Ariocarpus

X

Armatocereus
X

Arrojadoa
X

Astroloba
X


Astrophytum

X

Avonia
X


Aztekium

X

Baynesia

X

Bergerocactus

X

Blossfeldia

X

X

Borzicactus
X

Caralluma
X

Carnegia
X

Cephalocereus

X

Cereus
X

Ceropegia

X

Cheiridopsis

X

Cissus
X

Cleistocactus

X

Conophytum

X

Consolea

X

Copiapoa

X

Coriphantha

X

Cotyledon

X

Crassula

X

Denmoza
X

Discocactus

X

Duddleya

X

Duvalia
X

Echeveria

X

Echinocactus

X

Echinocereus

X

Echinofossulocactus

X

X

Echinomastus
X

Echinopsis

X

Epithelantha
X

Eriocereus

X

Escobaria
X

Escontria

X

Euphorbia

X

Ferocactus

X

Fockea
X

Fouqueria
X

Frailea

X

X

Gasteria
X


Grandulicactus
X

Graptopetalum

X

Gymnocactus
X

Gymnocalycium

X

Hamatocactus

X

Haworthia
X


Hoodia
X

Huernia
X

Hylocereus

X

Jatropha

X

Kalanchoe

X

Leuchtenbergia

X

Lithops

X

Lobivia

X

X

Lophophora

X

Loxantocereus
X


Maihueinopsis

X

Mammillaria

X

X

Matucana

X

X

Melocactus

X

Mila
X

Myrtillocactus

X

Monanthes
X


Monvillea
X


Neochillenia

X

Neolloydia
X

Neoporteria

X

Neoraimondia

X

Notocactus

X

X

Obregonia

X

Opuntia

X
X

X

Orbea
X

Oroya

X

X

Ortegocactus
X

Pachycereus
X

Pachyphytum

X

Pachypodium
X

Parodia

X

Pediocactus
X
X
X
Peniocereus

X

Pereskia

X

Pereskiopsis

X

Piaranthus

X

Pilosocereus

X

Pyrrhocactus

X

X

Rebutia

X

X

Rhipsalis
X


Sedum

X

Selenicereus

X

Schlumbergera

X

Sempervivum

X

Stapelia

X

Stapeliopsis
X

Stenocactus
X

Stetsonia

X

Sulcorebutia

X

Tacitus

X

Tephrocactus

X

X

Thelocactus

X

Thilecodon
X


Trichocaulon

X

Trichocereus
X

Turbinicarpus

X

Uebelmannia
X

Uncarina
X
X

Weingartia

X


Dopo la germinazione

In questa fase dovranno inoltre essere rimossi dalle piccole piante i tegumenti dei semi grossi già germinati che potrebbero produrre marciumi. A questo punto occorrerà progressivamente ad arieggiare mantenendo però il substrato di coltivazione sempre umido e, se si notano muffe, fare un trattamento con un buon anticrittogamico. 
Periodicamente si potrà inoltre concimare con un concime solubile a titolo elevato e ricco di microelementi ed aggiungere un fitoregolatore liquido (stimolante di germinazione e di accrescimento del tipo di 66f®).
Quando le piante avranno messo le prime spine ed avranno sviluppato un adeguato apparato radicale si potrà progressivamente abituarle al sole ed iniziare a ridurre progressivamente l'umidità lasciando asciugare il substrato per qualche giorno tra  una annaffiatura e l'altra.
Prima della stagione invernale è inoltre opportuno procedere ad annaffiature sia con un fungicida sia con un buon insetticida sistemico.

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