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Astrophytum ibridi

Schede generi A - C > Schede specie Astrophytum
E’ dall'inizio del novecento che con l’arrivo in Europa e in Asia delle prime piante di Astrophytum ci si accorse che gli incroci in taluni casi erano agevoli  e caratterizzati da diversi gradi di compatibilità. Le piante che venivano riprodotte in questo modo erano affascinanti ed interessarono un numero crescente di botanici e di collezionisti in tutto il mondo.
Il primo racconto di ibridazioni sistematiche ci viene dall’attività dell’abate francese Béguin verso la fine dell’ottocento.   Gli ibridi prodotti dall’abate vennero acquistati da noti produttori e venditori di cactus dell’epoca (Haage a Erfurt in Germania) ed invasero così il mercato europeo con la conseguenza che, ad esempio, non si trovavano più veri e propri A. ornatum dalle collezioni. Sarà poi il ceco  Alberto Vojtěch Frič  a riportare in Europa A. asterias e A. senile e a dare nuovo impulso agli incroci con ibridi  chiamati Praga. Una menzione speciale tra gli ibridatori di Astrophytum è da farsi a Otakar Sadovsky (nella foto a lato) che iniziò incroci sistematici tra praticamente tutte le specie del genere con l'aiuto di un importante coltivatore di cactus dal nome di Jan Suba. Anche Robert Graser è stato un grande ibridatore che ottenne myriostigma a tre coste sia con la puntinatura bianca sia completamente “nudi”.
La maggior parte degli ibridi è comunque coltivata da collezionisti giapponesi anche se ora abbiamo una grande popolarità degli ibridi anche in Cina, Thailandia e Taiwan.
In queste pagine tentiamo di effettuare una ricognizione dei principali ibridi di Astrophytum che rappresentano solo una piccola parte di un ‘mondo’ che è continuamente in evoluzione. Iniziamo a vedere le cultivar dell’asterias fino ad arrivare a quelle di myriostigma.

Kabuto - è il nome giapponese per Astrophytum asterias ed è il nome dell'elmo dell'armatura dei Samurai.

Super Kabuto - La nascita di questa varietà è avvolta nel mistero. La versione più accreditata sembra essere quella raccontata da Tony Sato che fa risalire alla scoperta da parte di Masaomi Takeo in un vivaio statunitense nel lontano 1981 di questa varietà in pessime condizioni.  La pianta che era caratterizzata da grossi puntini bianchi, insoliti in un asterias. La pianta sembrava essere una mutazione naturale di un semeche, secondo alcuni esperti di cactus giapponesi, deriverebbero da piante  trovate in natura a Calles, in Messico. E’ per questo che talvolta, Astrophytum asterias con le stesse caratteristiche vengono  chiamati ‘Calles’.
Super Kabuto  letteralmente significa "Super Asterias". Questa cultivar è quindi l'incrocio tra questa prima pianta ed il comune asterias che probabilmente non era pura ed è per questo che assistiamo una grande variabilità di caratteristiche. E' una cultivar che ha puntini bianchi più grandi e più pelosi rispetto ad un normale asterias. E' una pianta che dà buoni risultati se riprodotta per seme anche se solamente un terzo avranno le caratteristiche tipiche del Super Kabuto mentre la parte restante avrà caratteristiche intermedie. Occorre notare che, ad esempio, se le costolature non sono piatte,ma più appuntite significa che la pianta è un ibrido.

All'interno di questa tipologia troviamo anche:
  • V-type (V-pattern) varietà dal caratteristico disegno a forma di V dei punti bianchi che sono anche più grossi e pelosi di quelli che normalmente troviamo sulla superficie dell'asterias e che sono allineati a livello delle areole;
  • Snow type è una cultivar caratterizzata dall'epidermide della pianta quasi completamente ricoperta dai punti bianchi tanto che è difficile vedere dei tratti verdi scoperti. La pianta è simile ad una palla di neve;
  • Star type è una cultivar simile al Super Kabuto, ma caratterizzata dalla forma a stella della pianta;
  • Zebra type è una cultivar simile al V-pattern. L'allineamento dei punti bianchi è meno simile a quello di una V, ma più simile a quello di strisce. I thailandesi danno a questa cultivar il nome di Tyger.

Mirakuru Kabutu - Significa Asterias Miracolo. Anche questa cultivar ha origine misteriose. Non si comprendono molto bene le differenze con Super Kabuto e per la difficoltà di riproduzione la pianta sembra scomparsa.

Ruri Kabuto - Si tratta di un A. asterias nudo.

Gold - Si tratta di un A. asterias ‘Super Kabuto’ con areole e tricomi (puntinature) gialle.

Hanazono - è una cultivar caratterizzata da una puntinatura ancora più rilevante rispetto a Super Kabuto ed in maggior rilievo. I tricomi pelosi diventano quasi dei piccoli batuffoli di cotone e troviamo un maggior numero di areole pelose. I fiori hanno la caratteristica di spuntare fra queste areole supplementari. Il nome significa "campo di fiori", ma è anche il nome di una famiglia giapponese.

Kikkô - traslitterazione del termine giapponese "kitsukow" che letteralmente significa "come il guscio di tartaruga". Queste cultivar che possono essere molto diverse fra loro  con la scomparsa delle coste ed anche sono caratterizzate da disegni più o meno esagonali visti dall'alto. Sono molto diffuse sul mercato cultivar kikko sia di Astrophytum asterias sia di Astrophytum myryostigma, anche se tutte le specie di Astrophyum fatta eccezione per A. capricorne e A. caput-medusae possiedono la variante 'Kikkô'.

Ooibo - Si tratta di varie cultivar che prendono il mume dai termini giapponesi "oo" che significa "larga" e "ibo" che significa "areola". Sono cultivar dall'aspetto molto simile all'Astrophytum asterias v. nudum, ma che presentano dalle areole molto più grosse e lanose. Talvolta se la pianta è completamente priva dei punti bianchi può essere indicata come Ooibo Ruri Kabuto.

Sinshowa oppure Showa oppure  Siyowa - Questa cultivar è caratterizzata dal fiore diverso da quello di tutti gli altri Astrophytum. Il fiore  ha petali fini dai lembi più o meno frastagliati e non tutti i petali sono dello stesso colore. Le varie ibridazioni successive hanno oi dato vita a varietà con i petali dei fiori di vari colori che vanno dal giallo al rosso sino al viola scuro.

Muscle - Cultivar di A. asterias molto variabile per la tendenza a moltiplicarsi formando piccole altre piante. Nella coltivazione troviamo diversi cloni della mostruosità ed alcuni con moltissime ramificazioni. Alcune forme sono crestate e mostruose.

Akabana - Cultivar di A. asterias a fiori che vanno dal rosa al rosso. Infatti il nome deriva dai termini giapponesi "akai" che significa "rosso" e "bana" che significa fiore.

Nishiki - E' il termine che viene utilizzato ad indicare una pianta variegata. Solitamente si indica l’A. asterias variegato.

Fukuryû - Si tratta di varie cultivar che prendono il nome dai termini giapponesi "fukû" che significa "fortuna" e "ryu" che significa "drago" e quindi letteralmente "drago che porta fortuna". Sono piante caratterizzate da coste irregolari e supplementari che però si sviluppano dal lato delle costole stesse. Raramente però queste coste raggiungono l’apice della pianta. Si tratta in buona sostanza talvolta anche di piccole protuberanze o nervature che partono dalla base della pianta. E ' una varietà che possiamo incontrare sia nelle fome nude sia con molti o pochi puntini bianchi.

Fukuryo - Questa cultivar è caratterizzata dallo sviluppo di coste più piccole, quasi abortive, tra le coste normali. Queste coste sono caratterizzate per non avere areole e talvolta con l’età si sviluppano. Questo fenomeno si verifica più frequentemente quando il numero delle costole è inferiore a quello tipico della specie (5). E’ una mutazione presente principalmente in Astrophytum myriostigma anche se la troviamo talvolta in A. asterias.

Hannya - è una bellissima cultivar che prende il nome da una maschera del tradizionale teatro nō e che rappresenta il volto di un demone femminile geloso con due grosse corna taglienti, due occhi abbaglianti e una bocca ghignante. E' di origine giapponese ed è una cultivar di A. ornatum.

Hakuun - Si tratta di una cultivar di A. myriostigma che significa dallle macchie bianche ed il cui significato deriva dal termine giapponese "haku" che significa "bianco".

Haku-jo - Si tratta di una cultivar di A. myriostigma il cui nome deriva dalle parole giapponesi "haku" che significa "bianca" e "jo" che significa "striscia". Si usa questo termine quando la pianta mostra la pelosità solo sulle costolature ed il resto della pianta è nuda.

Onzuka - Questo è il nome di una famiglia giapponese in quanto sembra che Tsutomu Onzuka ottene questo ibrido da una lunga serie di incroci di A. myriostigma ed è per questo che in giapponese è definito  "Onzuka Ranpo-Gyoku". L’incrocio sembra che abbia avuto origine intorno al 1974, anche se la commercializzazione della pianta iniziò nel 1979, da un A. myriostigma a tre coste con A. myriostigma var. nudum e successivamente, per diverse generazioni, i figli sono stati  ripetutamente incrociati con un A. myriostigma v. nudum a quattro coste. Sono piante ricoperte di puntinature bianche molto simile a quelle dell’asterias ('Kabuto') anche se i tricomi sono poco in rilievo. La “puntinatura” è molto diversa tra i vari esemplari ed esistono un numero enorme di disegni diversi. Le piante inoltre cambiano aspetto con l’età. Nel sito di Neko Ya possiamo vedere la foto originale. E' una cultivar che dà buoni risultati se riprodotta per seme. Dell’Onzuka inoltre troviamo anche una molto interessante forma crestata ed una forma mostruosa praticamente sferica e senza coste (cv. onzuka ball).

Shimairi  - Si tratta di un termine che viene aggiunto quando appaiono delle strisce marroni in cima ad Onzuka.

Hercules - pianta ottenuta da Mr. Miura in Giappone e le crestaure di Kikko sono più profonde ed appuntite. Il nome intende proprio richiamare la potenza muscolare di Ercole, il mitologico figlio di Zeus della mitologia greca.

Hanakago - è una cultivar molto ricercata  e la sua caratteristica è quella di possedere l’epidermide ‘nuda’ però molto arricciata e rugosa ed un poco ondulata sino a sembrare un Aztekium ritteri. Sembra quasi un Fukuryû portato all’estremo.

CA-PAS - Si tratta di un incrocio tra A. capricorne  e A. asterias. Questa tipologia di ibridi solitamente ereditano da A. capricorne le coste in rilievo e solitamente spine abbastanza lunghe.

AS-CAP - Si tratta di un incrocio tra A. asterias e A. capricorne.  E’ un ibrido simile al precedente caratterizzato di solito dalla minore lunghezza delle spine.

CAP-SK - Si tratta di un incrocio tra A. capricorne  e A. asterias cv. superkabuto. Questa tipologia di ibridi  ereditano da "Superkabuto" la bellezza delle puntinature bianche. Le costole sono ben in rilievo e le spine sono più o meno lunghe e ci evidenziano bene la parentela con A. capricorne. E’ un ibrido che tende a crescere lentamente.

CO-AS - Si tratta di un incrocio tra A. coahuilense e A. asterias.

AS-CO - Si tratta di un incrocio tra A. asterias e A. coahuilense.

MY-OR - Si tratta di un incrocio tra A. myriostigma e A. ornatum. Sono piante robuste con costole evidenti, spesso otto, come nel caso di A. ornatum, e con spine molto corte ad indicare chiaramente la parentela con A. myriostigma. L’ibrido tra A. ornatum e A. myriostigma prende invece il nome di OR-MY.

Non procediamo ad elencare altri ibridi. Sappiate che vengono comunemente indicati, seguendo l’esempio di quelli sopra, trascrivendo per prime le iniziali del genitore femmina ed a seguire le iniziali dell’impollinatore (maschio) dal quale ricaviamo il polline ricavato dagli stami.

Multihybrid - Sono piante ottenute da molteplici ibridazioni che mostrano alcune delle caratteristiche delle specie che nel corso del tempo sono state oggetto di incrocio. Queste sono piante che possiedono delle interessanti caratteristiche in quanto rappresentano una combinazione unica dei tratti distintivi derivati ​​da incroci complessi che hanno interessato molte specie o ibridi  differenti.

Koh-yo (koo-yo oppure kôyo) - è una parola giapponese che significa corpo della pianta giallo o rosso in autunno. I colori della pianta variano e sono presenti sfumature che vanno dal rosso scruro quasi marroni fino al giallo dovute all'assenza di clorofilla. Questa cultivar non deve essere confusa con le cultivar variegate in quanto il cambiamento di colorazione è maggiormente visibile nei periodi di riposo vegetativo mentre per le varietà variegate la colorazione non cambia con il mutare delle stagioni. Se si tratta di un cactus kho-yo e simuliamo, mantenendolo in un microclima le quattro stagioni, la pianta quando riterrà arrivato l'autunno, inizierà a cambiare il colore e ad assumere colorazioni sempre più scure virando dall’arancio, al rosso, al viola.

Yoroi - Si tratta di una cultivar di A. myriostigma che sembra stata creata da Mr. Miura ed il nome deriva dalle spalle dell’armatura dei Samurai. Le spalle dell’armatura, gettate indietro si sovrappongono e creano un particolare effetto. La pianta racchiude in sé alcune delle caratteristiche del "Kikko", ma anche quelle del Fukuryû. I tubercoli sono appuntiti e prominenti lungo i bordi delle costole tipo  "Kikko" e sono irregolari (più o meno prominenti) tra le rugosità delle coste tipo Fukuryû.. Infatti è anche chiamato anche Yoroi Kikko Hekiran.

Kikkô joker hat - Si tratta di una cultivar di A. coahuilense dalla forma mostruosa ove ogni areola si trova alla fine di una protuberanza che gli fa assumere una forma molto particolare e caratteristica.

Lotusland - Si tratta di una cultivar di A. myriostigma dalla forma mostruosa con ogni areola che si trova alla fine di una protuberanza. Le costole sono difficili da distinguere. Nonostante le fioriture rare, l'impianto rimane sterile, la propagazione vegetativa è  pertanto necessaria.

Master - Si tratta di una cultivar di A. myriostigma creata in Giappone da Mr. Yonezawa incrociando A. myriostigma v. strongirgonum con una varietà di più grandi dimensioni di “Onzuka”. Sono piante dalla forma sferica  e dalle coste molto ampie e quasi rigonfie.

Huboki - Si tratta di una forma di A. myriostigma colonnare particolarmente prolifica che tende cioè a proliferare con un gran numero di teste di colore verde con puntini bianchi raggruppati o allineati orizzontalmente. Da non confondersi con Hakuune e con Hubuki.

Hubuki - Si tratta di una forma di A. myriostigma colonnare particolarmente prolifica che tende cioè a proliferare con un gran numero di teste in puntini bianchi raggruppati o allineati orizzontalmente in modo più uniforme rispetto ad Huboki.

Hekiran - E' il termine che viene utilizzato nella lingua giapponese per A. myriostigma var. nudum.

Rampowgyoku - E' il termine che viene utilizzato per A. myriostigma a fiore rosso.

Renboshi - Si tratta di una pianta che presenta areole costantemente allineate.

Forma prolifera - Sono tutte quelle forme, in realtà assai frequenti nelle piante innestate in cui si sviluppano dal corpo della pianta numerose altre piccole piante, solitamente, uguali in tutto e per tutto alla pianta originaria.

Forma albina - Sono tutte quelle forme, talvolta assai ricercate dai collezionisti, di piante che non possiedo clorofilla ed hanno colorazioni che vanno dal giallo al rosso. La colorazione va gradualmente dal bianco al giallo (per la presenza di carotenoidi) fino al rosso (per la presenza di betalaina o  di antociani). Sono possibili piante di questo tipo sia su A. asterias sia in A. myriostigma. Ovviamente queste piante, non essendo in grado di compiere la funzione clorofilliana e quindi di ottenere l’energia vitale necessaria, non possono vivere sulle proprie radici e devono vivere innestate su altre piante.

Ovviamente gli ibridi sono molti altri e sempre nuovi se ne trovano dai produttori specializzati.  La corretta identificazione tuttavia è difficile anche perchè spesso, come abbiamo visto, siamo in presenza di multiibridi e troveremo piante che assommano due o più delle caratteristiche che abbiamo rappresentato.
Sono poi presenti anche forme mostruose e crestate anche degli ibridi che sono sempre molto affascinanti e che sono sempre più ricercate. Concludiamo poi con Astrobergia che è un cactus ibrido molto strano tra Astrophytum ornatum e Leuchtenbergia principis (o viceversa?) Caratterizzato da un fusto, più o meno coperto dalle consuete puntinature bianche, caratterizzato da tubercoli distinti  con spine aghiformi diritte a richiamare le costole suddivise in tubercoli di Leuchtenbergia. Astrophytum è un genere che per la molteplicità delle forme e per la loro bellezza, mai uguali le une alle altre, sommata alla facilità della coltivazione ben si presta ad essere presente in tutte le nostre coltivazioni.  
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