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Il genere Euphorbia

Schede generi D - G

Il genere Euphorbia comprende un grande numero di piante (oltre 2000 specie) diffuse in tutto il mondo che variano dal tipo  erbaceo fino a quelle più grandi legnose. Euphorbia prendono il nome dal medico greco Euforbo che fu il medico di Giuba II, re di Mauritania, e che si suppone abbia usato il loro lattice come ingrediente per le sue pozioni. Infatti incidendo le piante trovate nell'Atlante in Marocco si otteneva un coagulo, con il lattice asciugato al sole, che veniva usato quale drastico purgante. A questo proposito troviamo che Euforbio viene chiamato il succo biancastro di Euphorbia lathyris definito come "purgante drastico, non privo di rischi" (dal trattato "L'Antimonio" del 1628). Abbiamo in questo modo compreso che una caratteristica presente in quasi tutte le specie é quella di possedere un lattice bianco, urticante e tossico.
L'altra caratteristica che accomuna tutte le Euphorbie è il fiore che è sempre unisessuale (maschile o femminile) o ermafrodita. Tuttavia, per essere più precisi, il fiore, chiamato ciazio, è una infiorescenza. E' tipica del genere e simula un unico fiore e spesso i ciazi sono raggruppati a loro volta in infiorescenze a forma di ombrelle e cime.
Possiamo poi dividere le specie di Euphorbia in succulente e non succulente.  Vi sono delle varietà che sono molto simili a cactus, ma a loro differenza non hanno le areole e  presentano le eventuali spine su delle gibbosità. Molte varietà presentano anche delle vere e proprie foglie, che conferiscono alla pianta un portamento più vicino a quello di un albero che a quello di una pianta succulenta. Le fioriture di queste piante sono molto belle, ma di frequente l'effetto non è dovuto ai fiori della pianta, che sono spesso molto piccoli ed insignificanti e che formano infiorescenze di cui abbiamo detto, quanto piuttosto a delle brattee, delle foglie trasformate, che cambiano colore, come nel caso della Stella di Natale (Euphorbia pulcherrima).
Una interessante caratteristica delle Euphorbia è che, quando la pianta è adulta, produce i frutti che contengono i semi. Il frutto, è una capsula a tre logge (cocchi) ognuno dei quali contiene un seme oleoso che, una volta maturo, improvvisamente lancia i semi lontano dalla pianta madre e pertanto, se le piante non saranno coperte con apposite reticelle rade, non troveremo mai i semi sulla pianta e li vedremo germinare nei vasi di altre specie anche lontano alcuni metri. Se vogliamo raccoglerli occorrerà, prima della maturazione, coprire le piante con delle reticelle in modo che il seme rimanga nei pressi della pianta.
Per quanto riguarda più specificatamente la coltivazione è molto difficile dare regole uniformi essendo cosi numerose le specie (circa 300 tra succulente e semi-succulente) provenienti da habitat diversi. Indicativamente possiamo dire che il substrato di coltivazione in genere deve essere leggero, permeabile, sabbioso, con una discreta presenza di humus. L'esposizione deve essere in pieno sole nel periodo vegetativo (primavera - autunno)  ed almeno molto luminosa in inverno. Durante il periodo vegetativo inoltre deve essere assicurata una ottima aerazione. La temperatura minima varia molto e va dai 5-8 °C delle specie subtropicali ai 10-15 °C per le specie tropicali.
Occorre annaffiare in modo abbondante, ma non troppo di frequente, avendo cura di intensificare le annaffiature per le specie provviste di foglie e senza un fusto particolarmente succulento. Ovviamente il terriccio dovrà essere lasciato asciugare per almeno un paio di giorni tra una annaffiatura e l'altra. Le annaffiature dovranno poi essere completamente sospese durante il periodo invernale fatta eccezione per alcune specie australi che dovranno invece ricevere regolari annaffiature. La concimazione deve essere eseguita come per le cactaceae quando la pianta è in vegetazione e con prodotti a basso contenuto di azoto e con elevati tenori di fosforo e potassio.
Le Euphorbie in genere hanno il colletto sensibile, scarsa resistenza alle infezioni, temono l’umidità e alcune specie le basse temperature. Per tale ragione è opportuno sommistrare periodicamente un fungicida sistemico per prevenire i marciumi del colletto ed altre malattie fungine.
La riproduzione può avvenire per seme oppure per talea. La riproduzione di gran lunga più utilizzata é quella per talea. Si effettua nel periodo primaverile/estivo con un taglio netto da farsi con una lama affilata e pulita. In considerazione della presenza di lattice le talee andranno effettuate  asportando il lattice lavando la talea in acqua corrente tiepida lasciando poi essiccare bene la ferita per almeno un mese prima di procedere alla piantumazione direttamente nel substrato di cultura che dovrà essere mantenuto sempre leggermente umido aiutandosi eventualmente con un sacchetto di plastica trasparente che dovrà ricoprire il contenitore della talea. In taluni casi, per facilitare la radicazione si può utilizzare nel taglio una polvere radicante. In questo caso si dovrà, dopo aver fatto asciugare la ferita, come abbiamo detto prima, bagnare la parte da inserire nel terreno, spolverizzarla con la polvere radicade e scuotere poi la talea leggermente in modo da togliere la polvere in eccesso. Ora la talea può essere posta a radicare. Per favorire la radicazione il vaso potrà essere posto a radicare in una cassetta riscalda da sotto in modo da mantenere la temperatura a livello ottimale tra i 25 ed i 30  °C per favorire al massimo la radicazione.

Famiglia: Euphorbiaceae

Genere: Euphorbia


Principali specie:

Euphorbia aeruginosa Schweick.
Euphorbia bussei Pax
Euphorbia caput-medusae L.
Euphorbia decaryi Guillaumin
Euphorbia ferox Marloth
Euphorbia horrida Boiss.
Euphorbia loricata Lam.
Euphorbia mammillaris L.
Euphorbia neriifolia L.
Euphorbia obesa Hook. f.
Euphorbia stellispina Phillips non Haw.
Euphorbia pulvinata Marloth
Euphorbia valida N.E. Br
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Euphorbia neriifolia L.
Euphorbia meloformis Aiton
Euphorbia obesa Hook. f. - fiori maschili
Euphorbia obesa Hook. f. - fiori femminili e frutti non maturi
Euphorbia bussei Pax - Immagine di David Bygott

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