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L'innesto delle piante succulente

Coltivazione

L'innesto è una tecnica che consente di unire due o più piante, o loro parti, per saldarle insieme come se si trattasse di una unica pianta. La pianta che riceve l'innesto  si chiama soggetto o portainnesto, quella che si inserisce marza o nesto.
L'innesto pur non essendo una tecnica indispensabile per la coltivazione delle piante grasse è spesso utilizzato dai coltivatori per accelerare la crescita di specie lente da fare poi una volta cresciute affrancare (fare radicare e renderla autonoma), per salvare una piccola porzione sana di una pianta malata, per moltiplicare  piante che emettono radici con difficoltà. Di solito la marza di una pianta a crescita lenta (Ariocarpus
, Aztekium, Epithelantha, Obregonia, Sulcorebutia, Turbinicarpus, Uebelmania, ecc.) si sviluppa, se innestata,  molto più rapidamente in quanto la crescita viene favorita dal vigore del portainnesto.L'innesto consente anche di anticipare la fioritura di talune specie e di facilitare la coltivazione di quelle specie soggette a elevati rischi di marciume o a particolari e difficoltose condizioni di coltivazione.
Altra interessante caratteristica di talune piante innestate, se originariamente si tratta di una specie pollonante, è quella di favorire la  proliferazione e di creare delle vere e proprie sculture viventi, ma anche quella di ottenere velocemente  ottimo materiale da far radicare. Ad esempio, un Astrophytum
innestato su Pereskiopsis, può essere tolto dal portainnesto e messo a radicare direttamente sul substrato di coltivazione dopo aver rimosso tutti i residui del portainnesto nella callosità che si forma a livello del punto di innesto. In breve tempo otterremo così una pianta sulle proprie radici di discrete dimensioni.
Quali portainnesti vengono utilizzati diversi tipi di piante grasse: Pereskiopsis
, Echinopsis, Opuntia, Trichocereus, Myrtillocactus, Hylocereus, Cereus, Harrisia jusbertii, Euphorbia, Pachypodium, Selenicereus grandiflorus, ecc. valutando la compatibilità con la  marza. In buona sostanza dobbiamo ricordare che ci deve essere una qualche 'parentela' infatti innesteremo cactaceae con altre cactaceae, su portainnesti di Euphorbia metteremo delle marze di Euphorbia, su Pachypodium metteremo delle piante della famiglia delle Apocynaceae. L'abbinamento tra portainnesto e marza andrà quindi sempre fatta valutando la compatibilità delle due specie. Vediamo ora alcuni dei più noti portainnesti. Myrtillocactus geometrizans è molto utilizzato in quanto è una pianta molto energica e non altera particolarmente la marza. Inoltre, nel caso si intenda dopo un periodo di crescita riaffrancare la marza, non penetra in profondità per cui tale operazione può riuscire facilmente. Harrisia jusbertii è un ottimo portainnesto in quanto non altera significativamente la pianta innestata, è facile da coltivare, resiste abbastanza bene alle basse temperature e non penetra in profondità nella marza per cui è possibile l'affrancamento ella pianta. E' una pianta molto utilizzata in Giappone particolarmente sugli ibridi di Astrophytum. Hylocereus undatus è una pianta che viene molto utilizzata in oriente  e quasi tutte le piante innestate che provengono da Cina e Thailandia) utilizzano questo portainnesto. Troviamo infatti innestati su questo ad esempio Gymnocalycium mihanovichii forme colorate. E' sicuramente una pianta molto vigorosa però con alcune controindicazioni: sicuramente più adatta ai climi più caldi, da noi ha qualche riscio di marciume in più rispetto agli altri portainnesti che abbiamo visto e rende più difficile il riaffrancamento penetrando molto nella marza. Decisamente più adatta alla tecnica del graft-cut visto che radica con estrema facilità. Altro portainnesto è Opuntia humifusa a volte più nota come O. compresa. Questo portainnesto è generalmente meno diffuso stante la minore 'spinta' vegetativa dello sesso. E' un portainnesto apprezzabile per la buona resistenza alle basse temperature. Selenicereus grandiflorus viene utilizzato per l'innesto di marze piuttosto piccole ed è particolarmente adatto ad Astrophytum, Ariocarpus e Lophophora.  Pereskiopsis diguetii (spathulata) che viene utilizzata moltisimo per l'innesto di semenzai molto piccoli derivanti per lo più da semine di pochi mesi. E' un portainnesto di facile riproduzione per talea. Radica velocemente in terreni drenati e molto ricchi di sostanza organica. E' molto vigoroso anche se questo grande vigore si traduce talvolta in uno sviluppo un poco deforme e meno naturale della marza. Altra caratteristica negativa è la minore resistenza al freddo. Tuttavia è un portainnesto molto apprezzato anche perchè non penetra in profondità e una volta rimosso la marza può essere posta a radicare senza particolari problemi. Ferocactus glaucescens viene invece utilizzato per fare innesti bassi e non presenta una particolare alterazione dell'aspetto della marza. Una pianta che viene solitamente innestata su Ferocactus glaucescens è Astrophytum caput-medusae. Trichocereus pachanoi (Echinopsis pachanoi) è un ottimo portainnesto dotato di una grande resistenza, vigoria e facilità di riproduzione. Trichocereus spachianus (Echinopsis spachianus) che è un portainnesto vigoroso, facile da riprodurre e che richiede un terriccio abbastanza ricco. E' dotato di una buona resistenza la freddo ed è molto utilizzato per l'innesto delle piante crestate. Unico neo a nostro avviso la progressiva suberificazione del fusto che diviene alquanto antiestetica.

La tecnica più utilizzata per le cactacee è quella dell'innesto per sovrapposizione. Si tratta di fare due tagli orizzontali: uno alla base della marza (innesto) ed uno all'apice del portainnesto e di sovrapporli quando il taglio è ancora fresco, più esattamente, quando il taglio è appena stato effettuato.  Per evitare che la superfice di taglio asciughi troppo è opportuno che il portainnesto sia tagliato all'apice e sia effettuato un secondo taglio circa mezzo cm più sotto avendo l'accortezza di lasciare la fetta di pianta sul portainnesto fino al  momento della sovrapposizione con la marza avendo cura di fare combaciare i fasci centrali delle due parti di pianta. Effettuata la sovrapposizione, si opererà una leggera pressione della marza sul portainnesto per favorire la fuoriuscita di eventuali bolle d'aria dal punto di unione. Ora si può ancorare l'innesto con  degli elastici facendoli passare sulla sommità della marza e sotto il vaso in modo da evitare  uno spostamento della marza e di garantire il perfetto contatto tra le due parti. Taluni per fissare la marza al portainnesto utilizzano anche un pezzetto di calza di nylon che sarà sovrapposta alla marza ed ancorata alle spine del portainnesto. Al fine della buona riuscita dell'innesto è necessario che sia il portainnesto  sia la marza siano preparate nei giorni precedenti. Le piante infatti devono essere ottimamente idratate.
Per quanto riguarda ad esempio l'innesto su Myrtillocactus, molto diffuso e di facile attecchimento, andranno utilizzate piante alte una decina di centimetri ottenute da seme oppure da talea. L'apice della pianta, dell'altezza di almeno cinque  centimetri, una volta tagliato potrà essere posto ad asciugare in posizione ombreggiata e dopo almeno una settimana posto a radicare in un substrato per cactaceae un po' più ricco di humus. In questo modo otteremo in breve tempo un nuovo portainnesto.
A questo punto, per evitarne eccessiva disidratazione, la pianta così ottenuta andrà riposta in una posizione ombreggiata ed eventualmente coperta con una sacchetto per mantenere elevato il livello di umidità in modo da non fare sollevare la  marza.
E' evidente che per garantire un buon risultato le piante utilizzate devono essere giovani e nel periodo di massimo sviluppo vegetativo.
Per quanto riguarda la tecnica è la stessa di quella sopradescritta con l'eccezione che non è possibile ricorrere alla legatura con elastici.
Per quanto riguarda invece il mantenimento della pianta innestata occorre sottolineare che le condizioni di coltura saranno quelle del soggetto (portainnesto). Se abbiamo innestato un Ariocarpus su Pereskiopsis, ad esempio, occorrerà  coltivare il soggetto sul terriccio descritto e non su quello, molto più povero di materiale organico, di cui necessità Ariocarpus.
L'innesto su Pereskiopsis presenta delle caratteristiche un po' diverse: Pereskiopsis è una cactacea cespugliosa con rami di circa 1 cm di diametro e che supera facilmente il metro di altezza. Per la coltivazione è opportuno mantenere  un terriccio drenato, ma arricchito da molto humus (è opportuno aggiungere alla composta normale da cactus una buona quantità di stallatico pellettato). Pereskiopsis è utilizzata per l'innesto di marze molto piccole (cactaceae dell'età di poche settimane o al massimo di alcuni mesi) quali ad esempio Ariocarpus, Astrophytum o Aztekium, per favorirne la crescita più rapida per  alcuni anni.
Pereskiopsis dovrà essere tagliata nella parte di crescita nuova e non potranno essere utilizzate piante di un anno di età in quanto tende a lignificare e, se ciò accade, l'innesto non darebbe buoni risultati in quanto il fusto contiene  troppo poco "succo" per consentire l'attecchimento della marza. Devono quindi essere utilizzate giovani piante ottenute da talee erbacee in forte stato vegetativo. (Nella pagina Video potete vedere alcuni esempi di innesto su Pereskiopsis). Le talee devono essere messe a radicare a primavera nel terriccio ricco di humus e utilizzate  dopo uno o due mesi dalla messa a radicare. E' opportuno ricordare inoltre che Pereskiopsis necessita di maggiori annaffiature rispetto alle altre cactaceae anche se dovrà sempre essere annaffiata quando il terriccio è ben asciutto.
Per quanto riguarda la temperatura occorrerà fare riferimento alle necessità culturali di entrambi.
Nel caso di Pereskiopsis necessitano temperature superiori ai 7° C e si dovrà fare attenzione, soprattutto nel periodo invernale, che la pianta riceva qualche annaffiatura per evitare che secchi troppo e che si restringa il punto di innesto  impedendo così alla linfa di trasferire nutrimento alla marza. Se ciò si verifica occorrerà pulire la marza staccatasi dai residui del soggetto e provvedere ad un tentativo di affrancamento (radicamento su proprie radici).
L'affrancamento viene utilizzato anche quando la marza ha raggiunto dimensioni considerevoli e si preferisce ottenere una pianta sulle proprie radici e quindi farle assumere un aspetto progressivamente più naturale. In ogni caso se la pianta è cresciuta su Pereskiopsis potrà essere lasciata sul portainnesto fino a che questo trasmetterà emergie e consentirà una buona crescita della marza. Quando il portainnesto  avrà esaurito le proprie energie occorrerà quindi rimuovere con delicatezza la marza, pulirla da tutti i residui del portainnesto ed riporla in posizione ombreggiata per almeno una settimana prima di posizionarla sul terreno di cultura.
In alcuni casi si verifica anche un affrancamento naturale come nel caso di Astrophytum innestato su Pereskiopsis molto basso. In questo caso, con la crescita, la marza progressivamente andrà a contatto con il terreno e sarà stimolata  ad emettere proprie radici rendendo inutile l'apporto nutritivo del soggetto tenderà ad inglobarlo è progressivamente lo porterà alla morte.

Astrophytum innestato su Preskiopsis
Aztekium ritterii innestato su Trichocereus
Astrophytum variegato innestato su Myrtillocactus
Astrophytum innestato su Myrtillocactus
Ariocarpus innestato su pereskiopsis
Astrophytum innestato su Pereskiopsis che emette le radici
Lobivia silvestrii var. aurea innestata su Hylocereus
Myrtillocalicium chimera
Astrophytum mostruoso innestato su Mirtyllocactus
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