Il genere Kroenleinia Lodé
Schede generi H - L
Il "cuscino della suocera", o anche "sfera d'oro" o "barile d'oro" è uno dei cactus che più apprezziamo e conosciamo. Ricorderemo sempre la prefazione del mitico volume di Giuseppe Lodi, Le mie piante grasse, nella quale raccontava che "Portai anche un mazzo di garofani del mercato dei fiori di Ventimiglia, per una ragazzina, sorella del migliore dei miei amici. Il viaggio di nozze, nell'aprile 1922, lo facemmo a Bordighera. Alla Mortola ammirammo molto l'Echinocactus grusonii, e ne prendemmo uno dai Winter. Era grosso un centimetro e mezzo: lo pagammo dieci soldi. Adesso è grosso più di mezzo metro: ha visto Mino, la sposina, invecchiare con me e lasciarmi prima che diventassimo bisnonni."
Come si può dimenticare una pianta che ti accompagna per la vita! E' infatti un cactus facile da coltivare. Originaria del Messico, è una specie con il fusto è tondeggiante, leggermente appiattito in alto, con costolature a raggera, con folte e robuste spine robuste e dorate.
Kroenleinia grusonii (Hildm.) Lodé fa. albispina
E' inoltre come abbiano detto una pianta longeva, che può divenire centenaria e che cresce lentamente. Inizia a fiorire solamente dopo molti anni con i fiori sono disposti a corona che sbocciano, in estate, sulla sommità del fusto e sono di colore giallo intenso. Il suo nome scientifico è stato recentemente cambiato, un tempo era Echinocactus grusonii Hildmann, identificata nel 1891 da Heinrich Hildmann, e che ora viene chiamata Kroenleinia grusonii, in omaggio a Marcel Kroenlein, il direttore del Jardin Exotique di Monaco e a Hermann Gruson, un noto collezionista tedesco di cactus.
Sono stati gli studi filogenetici che hanno portato a collocare questa specie nel genere Kroenleinia, un nuovo genere con una unica specie. A volte queste scelte non le comprendiamo, perché in questo, come in altri casi, l’evidenza del dato molecolare non confortale nostre conoscenze che a sua volta non sono appoggiate dalle risultanze della nostra osservazione. Molti di noi continuano a voler considerare Echinocactus grusonii Hildmann come una delle specie del genere Echinocactus Link & Otto, ma gli studi ci dicono che perché sia considerato monofiletico il genere Echinocactus dovrebbe comprendere anche il genere Astrophytum Lemaire, ma qui le nostre convinzioni vacillano perché ci fanno distinguere chiaramente e facilmente il genere Astrophytum e quindi accettiamo che il genere Echinocactus sia parafiletico, quindi un gruppo non naturale secondo il metodo di Hennig. Consideriamo anche che E. grusonii sembrerebbe molto più vicino al genere Ferocactus Britton & Rose rispetto alle altre specie di Echinocactus.
Famiglia: Cactaceae Juss.
Genere: Kroenleinia Lodé
Specie:
Kroenleinia grusonii (Hildm.) Lodé
Kroenleinia grusonii (Hildm.) Lodé nello stato del Querétaro, Messico - Immagine © Opuntia Cadereytensis, alcuni diritti riservati (CC BY-NC)
Kroenleinia grusonii (Hildm.) Lodé

Nella foto a sinistra vendita di K. grusonii al Friday Market di Fujairah (EAU) e nella foto a destra Kroenleinia grusonii setispinus cv. Scarascia.Kroenleinia grusonii (Hildm.) Lodé più nota con il nome di Echinocactus grusonii era certamente la specie più nota e coltivata del genere Echinocactus. Ora è l'unica specie del genere Kroenleinia ed è volgarmente conosciuta con il nome di 'cuscino della suocera'. E' una specie originaria degli stati messicani di Queretaro, San Luis Potosi e Zacatecas e, nonostante la grande diffusione in coltivazione, in natura è una specie a forte rischio di estinzione. Questo cactus cresce ad altitudini comprese tra i 1.400 e i 1.900 metri s.l.m. nella macchia arbustiva semidesertica sia tra le rocce vulcaniche sia su suoli calcarei e pendii ripidi. In taluni scritti troviamo che cresce solo su suoli calcarei, ma in realtà, come ben dimostra la piccola sottopopolazione nello stato di Querétaro, nei pressi di Mesa de Léon, cresce anche su ripidi pendii di roccia vulcanica e quindi assolutamente non calcarei.
K. grusonii ha fusto globoso, tendente al cilindrico con l'età, appiattito all'apice, che raggiunge anche i 90 cm. di diametro. Ha costolature ornate da areole ricoperte da peluria giallastra, da 8 a 10 spine radiali e da 3 a 5 spine centrali. Le spine gialle di colore intenso. I fiori sono imbutiformi, di non grandi dimensioni (lunghi 5–7 cm.) di colore giallo verdastro e spuntano dalla corona intorno all'apice della pianta.
Per quanto riguarda la coltivazione K. grusonii sono piante facili da coltivare. Come abbiamo detto sono piante che si adattano a qualsiasi terreno, abbastanza ricco e ben drenato. Alcuni autori suggeriscono, partendo, come abbiamo visto, dall'errore che crescerebbero solo su suoli calcarei, di aggiungere pietra calcarea o calce. A nostro avviso questa pratica è inutile sia perché come abbiamo visto è una specie che in habitat si adatta a suoli diversi, sia perché non terrebbe conto delle complesse reazioni chimiche tra suolo calcareo e piogge acide e della naturale tendenza dei nostri substrati a ridurre l'acidità con le annaffiature. Le annaffiature regolari ed abbondanti nel periodo di crescita della pianta facendo sempre attenzione a lasciare asciugare il terreno tra una annaffiatura e l'altra. L'esposizione sarà soleggiata oppure molto luminosa con almeno qualche ora di sole diretto. In inverno, se asciutta, tollera temperature abbastanza basse anche se in presenza di freddo e forte umidità ambientale tende a coprirsi di antiestetiche macchie gialle dell'epidermide. Se ben coltivata non è soggetta a particolari avversità, fate comunque attenzione a cocciniglia e ragnetto rosso. La riproduzione è agevole da seme.
Esistono forme a spine bianche, senza spine, a spine grosse e corte, mostruose e crestate.
Sinonimi: Echinocactus corynacanthus Scheidw.; Echinocactus galeottii Scheidw.; Echinocactus grusonii Hildm.; Echinocereus grusonii (Hildm.) Von Zeisold; Echinocereus grusonii var. azureus Von Zeisold .
Kroenleinia grusonii (Hildm.) Lodé